Teoria del peyote pari

Continua la serie sulle tecniche con le perline, oggi vorrei parlarvi della tecnica peyote o tessitura di perline.

Questa tecnica è nata veramente tanto tempo fa, tanto che si trovano pezzi realizzati con questa tecnica già nell’epoca vittoriana per poi diventare famosa tra gli indiani d’America fino alla diffusione dei giorni nostri.

Come tecnica è molto semplice da realizzare, si parte infilando un certo numero di perline che definirà la larghezza del vostro lavoro, mi raccomando deve essere un numero pari di perline.

Occorrente per un lavoro a peyote:

  1. Uno schema
  2. Ago
  3. Filo di nylon tipo Nymo
  4. Perle miyuki

Come realizzare un lavoro:

Userò uno schema bianco che riempirò coi colori per farvi capire come iniziare e procedere: la prima riga che ho colorato in rosso è la nostra prima infilata di perle, ricordate stiamo lavorando un peyote pari quindi il numero di perline deve essere sempre pari, ma perchè non sono tutte allineate? Continuate a leggere sotto.

base-peyote primo step

Alla prima infilata noi ci troveremo con una linea retta, il filo per continuare a sinistra dello schema e il pezzo di filo che taglieremo solo a lavoro completato a destra, solo che quando noi arriviamo in fondo e torniamo in dietro per realizzare il secondo giro il lavoro prenderà questa forma a mattoncini.

Ora la seconda infilata di perle che non sarà uguale alla prima.

base-peyote secondo step

La mia prima perla del secondo giro sarà la prima perla blu a sinistra, passiamo quindi il nostro filo nella seconda perla rossa infiliamo un’altra perla blu e passiamo il filo nella quarta perla rossa e proseguiamo infilando le perle così alternate fino a fine riga.

Arriviamo in fondo alla seconda riga e dobbiamo iniziare la terza, nulla di più semplice.

base-peyote terzo step

Infiliamo una perla sul nostro filo e andiamo ad infilare l’ago nella prima perla blu di fronte a noi (nell’immagine sopra si parte da destra) e proseguiamo infilando le perle in maniera alternata come il giro precedente solo che adesso sarà molto più facile perchè sarà ben visibile lo spazio dove si inserirà la perla.

Si proseguirà lavorando in questo modo fino alla fine del proprio lavoro, si otterrà così una fascia compatta ma flessibile.

Tip: A proposito di flessibilità del nostro lavoro a peyote, fate molta attenzione a non tirare troppo il filo perchè sennò ne uscirà un lavoro rigido mentre noi magari volevamo una fascia per realizzare un bracciale, mentre lavorate quindi fate attenzione alla tensione del filo.

E se finisce il filo?

E se finisce il filo? Come si fa ad aggiungerne di nuovo?

Io uso lo stesso sistema che uso per i lavori in tissage più un nodino, mi spiego meglio, quando vedo che sto per finire il filo e mi manca ancora un bel pezzo di lavoro da realizzare, faccio un nodino a cappio e ripasso nel lavoro col filo avanzato  (diciamo che uso sui dieci centimetri di filo di avanzo), taglio se ce n’è in eccesso, prendo il nuovo filo e ripasso per un pezzo di lavoro in modo che il filo non esca se per caso tiro un po’ il lavoro e poi proseguo normalmente.

Terminare la lavorazione:

Una volta finita la vostra fascia a peyote potete scegliere come terminarla ovvero come abbellirla per farne un bracciale o altro, nel caso realizziate un bracciale potrete scegliere tra diversi tipi di chiusura, basterà andare in merceria e chiedere per vedere quanti tipi di anelli e chiusure esistono.

Potrete anche decidere di chiudere il lavoro a cilindro così da ottenere anelli o bracciali rigidi tipo capricho.

Insomma spazio alla fantasia per questa lavorazione così versatile che con un po’ di pratica vi permetterà di creare svariate cose, dai bijoux a coperture per oggetti di forme diverse, potrete creare scatoline e oggetti sempre nuovi e diversi.

Per ora non mi resta che augurarvi buon divertimento con questa tecnica.

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Un pensiero su “Teoria del peyote pari

  1. Pingback: Peyote dispari, questo sconosciuto. | Il giardino di perle e poi...

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