E se volessi creare un negozio? – 2° parte

Ben trovate per la seconda parte su come aprire un negozio on-line per vendere i propri prodotti fatti a mano, oggi parliamo di come scegliere una piattaforma.

Nel infinito mare di internet le possibilità per aprire un proprio spazio commerciale sono tantissime: piattaforme e-commerce, negozi creati su misura e piattaforme dedicate a specifiche aree di mercato, basta scrivere su internet qualche parola magica e vi si aprirà un mondo.

Nel mio caso ho deciso che il miglior modo per creare la mia vetrina era iscrivermi a una piattaforma dedicata alla vendita e all’acquisto di oggetti fatti a mano così sono partita alla ricerca della piattaforma che poteva soddisfare le mie esigenze.

indexLa prima piattaforma che ho cercato è stata Etsy: è il sito più famose per la compravendita di oggetti d’artigianato, nato in America e diffusosi in tutto il mondo è molto intuitivo e offre un supporto (in inglese) oltre a svariati webinar per i venditori (in inglese). Ad oggi che io sappia non esiste un ufficio Italia a cui potersi appoggiare quindi tutto deve essere fatto in lingua inglese e questo potrebbe e sottolineo potrebbe essere un punto a sfavore.

Il fatto che sia un sito ormai conosciuto in tutto il mondo fa si che il nostro negozietto possa essere notato da molti e le visite potrebbero trasformarsi in acquisti ma c’è un rovescio della medaglia anche qui, se non avete una strategia di marketing ben definita e non dedicate abbastanza tempo alla promozione del vostro negozio passerete tranquillamente inosservate. Troppa concorrenza spietata.

Ma parliamo un secondo di soldini: quanto costerebbe un negozio su Etsy? L’iscrizione è gratuita e anche l’apertura del negozio, pagate 0.20$ (si avete letto bene su etsy si parla in dollaro ma c’è anche la conversione in euro) per ogni inserzione ed è valida per soli quattro mesi, tradotto in parole povere ogni volta che voi caricate una foto questa vi costerà 0.20$ per quattro mesi… finalmente siete riusciti a concludere la vostra prima vendita, complimenti! Ma etsy dalla vostra vendita tratterà il 3.5% del totale escluse le spese di spedizione.

indexDiretto concorrente di Etsy è Misshobby, sito completamente in italiano che di recente sta facendo parlare di se anche alla fiera Abilmente di Vicenza, anche qui troviamo una comunity di creativi che si scambiano consigli e chiacchiere, ci sono webinare e incontri durante le fiere, tanti negozi e traffico in aumento basti pensare che fino a poco tempo fa avevano circa 150.000 visitatori ogni mese.

Anche Miss hobby però non è gratuita ma chiede 12€ per l’iscrizione annuale più una commissione sulle vendite del 3.5%,  qui potete caricare tutte le foto e i contenuti che volete senza pagare ulteriori balzelli ma dovrete comunque impegnarvi nella promozione o il vostro negozio rimarrà pressoche sconosciuto.

imagesIo invece ho scelto A little market per diversi motivo: prima di tutto non bisogna pagare iscrizioni o inserzioni ma si paga solo a vendita conclusa il 5% del totale escluse le spese di spedizione per importi superiori a 10€ mentre per importi inferiori si pagano 50 centesimi.

Anche qui c’è una comunità di supporto sia virtuale che fisica, le comunità fisiche sono gruppi regionali che si organizzano anche indipendentemente dagli altri, di sicuro rispetto le altre due piattaforme A little market ha un carattere molto più regionale e questo un po’ penalizza i venditori perchè in Italia la vendita on-line non è ancora molto diffusa come in altri paesi.

Per tutte le piattaforme bisogna tenere conto che se usate un metodo di pagamento come paypal dovrete pagare questo servizio a parte perchè non è incluso e vi assicuro che è un servizio molto utile perchè è sicuro e da delle garanzie in caso di controversie.

In fine valutate bene anche le spese di spedizione, Etsy attirava anche me però ho lasciato perdere perchè avendo a disposizione un mercato internazionale avrei dovuto occuparmi anche di spedire pacchi a livello internazionale e a quel punto le spese di spedizione variano soprattutto bisogna stare attenti ai costi di dogana nel caso ci siano e io non ho esperienza in campo internazionale.

Se navigate in internet scoprirete che ci sono anche altre piattaforme come DaWanda, molto diffusa in Germania e un po’ meno in Italia, Blomming per vendere su Facebook, Babirussa, Artisanum ecc.

Il mio consiglio è quello di scegliere un numero ristretto di piattaforme, diciamo 2 o 3 e poi andare a leggere tutte le sezioni dedicate ai venditori e a chi vuole aprire un negozio, è una cosa noiosa da fare e vi porterà via un sacco di tempo però solo in questo modo avrete ben chiaro i costi e le regole di utilizzo delle piattaforme scelte, è una cosa che ho fatto anch’io e mi è stata molto utile.

Se non riuscite a scegliere una piattaforma in particolare potete scegliere di gestire anche due negozi su due piattaforme diverse.

Cos’ho tenuto in considerazione per aprire il mio negozio on-line?

  1. Costi di apertura e mantenimento
  2. Strumenti a mia disposizione per la promozione ecc.
  3. Comunity di supporto
  4. Spese di spedizione (nazionali o internazionali)

Io spero tanto che questo mio post possa aiutare chiunque stia cercando di aprire il suo piccolo negozio on-line e sia ancora incerto di quello che deve fare… un po’ come ero io quando tentavo di capire come funzionava la cosa.

E alla fine delle mie ricerche è nato Passion for Creations (P4C) su A little market dove trovate in vendita parte delle mie creazioni artigianali.

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A presto.

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